Un materasso comodo e salutare è quantomeno essenziale per assicurare un riposo degno di questo nome e per preservare la salute della nostra schiena, la nostra muscolatura e più in generale il nostro confort.

La salute del nostro materasso, la sua solidità ed efficienza, sono quindi direttamente proporzionali alla nostra. Se questo strumento legato al nostro riposo è così importante nasce quindi un interrogativo basilare: per quanto tempo si potrà utilizzare un materasso prima che le sue caratteristiche inizino a venire meno non garantendoci più un adeguato sostegno durante il riposo? Ogni quanto sarà quindi necessario sostituire il nostro affezionato compagno di sogni?

Con questo articolo spero di riuscire a spiegarvi, nel modo più semplice possibile, le caratteristiche basilari che ci consentono un riposo impeccabile, quanto tempo può passare prima che queste inizino a venir meno nella loro funzione e come capire se il vostro materasso è da sostituire oppure è in grado di accompagnarvi per qualche anno ancora.

 

Caratteristiche per un corretto riposo

Fino a qualche decennio fa, il materasso classico e più utilizzato era considerato il materasso di lana. Recentemente questo tipo di materasso è stato reso obsoleto dalla nascita di materassi in lattice, in memory foam ed i materassi a molle indipendenti. Questa ribalta è dovuta principalmente al maggior confort offerto da tali materiali, nonché dalle qualità ortopediche e, non meno importanti, quelle igieniche che, come vedremo, sono fondamentali per prolungare la vita del nostro materasso.

Le qualità ortopediche sono fondamentali per un sonno sereno e sano, questo è dovuto anche al fatto che durante il sonno cambiamo posizione di media da 30 a 40 volte per notte.
Non bisogna però pensare che un materasso debba necessariamente essere rigido e compatto per garantire un corretto riposo. Un materasso troppo poco flessibile potrebbe ostacolare il rilassamento esattamente come le deformità di cui abbiamo parlato in precedenza; per mantenere la corretta curvatura della colonna vertebrale occorre un giusto equilibrio fra sostegno e cedevolezza in modo da evitare al risveglio la terribile sensazione di “ossa peste”.

Negli ultimi anni il mercato offre innumerevoli modelli, di cui molti di produzione artigianale, creati con materiali e tecniche molto diversificate che consentono praticamente a chiunque di trovare il materasso ideale per le proprie esigenze.

Genericamente i requisiti di un buon materasso sono considerati i seguenti:

  • essere traspirante, in grado di dissipare l’umidità in modo da limitare le prolificazioni batteriche
  • deve essere antibatterico, neutralizzando sudore, tossine e scorie rilasciate dal corpo durante il sonno
  • deve essere robusto, sostenere il corpo adattandosi però ad esso in modo da assecondarne le curve naturali, specialmente nel caso della colonna vertebrale
  • isolare dal freddo in inverno ed evitare la sudorazione eccessiva in estate

Ogni Quanto tempo va cambiato il Materasso

Durata media di un materasso

Genericamente, indipendentemente dal tipo e dalle caratteristiche di un materasso, esso inizierà a degradarsi in 8/10 anni, questo perché dopo tale lasso di tempo iniziano a venir meno le due qualità fondamentali di un materasso: igiene e struttura.

Per quanto riguarda l’igiene è necessario ricordare che i nostri corpi, ogni notte, rilasciano circa 1/3 di litro di sudore o umori corporali che vanno ad aggiungersi all’umidità presente normalmente nell’aria, una parte di questi liquidi evapora e si dissolve o viene debitamente espulsa dal materasso grazie ai trattamenti cui viene sottoposto, mentre una parte va a depositarsi su di esso penetrando, col tempo, fin nei suoi strati più interni. In aggiunta va considerato che perdiamo circa 1 grammo di altri residui quali forfora, pelle e capelli, senza parlare della quantità di polvere che negli anni va ad aggiungersi al resto.
Queste sostanze favoriscono la prolificazione di batteri ed acari, spesso causa di allergie e fastidi alle vie respiratorie.

Per quanto riguarda la struttura e la solidità del materasso, col tempo il lento cedere di tessuti, molle o qualunque sia il materiale di cui è composto il vostro materasso, andranno a creare avvallamenti ed irregolarità che porteranno nel tempo a indolenzimenti, dolori lombari e sacrali e sonno disturbato.
Anche le posizioni che assumiamo durante il riposo ci portano a distribuire il peso corporeo diversamente sulla superficie del materasso andando a creare, in corrispondenza dei punti di maggior pressione, veri e propri “buchi” che potrebbero impedire il corretto rilassamento di muscoli ed articolazioni, il che ci porterà a svegliarci con una sensazione di indolenzimento e stanchezza.

 

Consigli utili

Quando comperiamo un materasso dobbiamo accertarci che esso sia corredato da una scheda tecnica che contenga informazioni chiare ed esaustive sulla composizione ed i materiali usati per la fabbricazione.
Molti materassi, poi, sono accompagnati da una garanzia di durata e qualità e da certificazioni sui trattamenti utilizzati per garantirne l’igiene nel tempo.
Questo vi permetterà, insieme alle caratteristiche vere e proprie del materasso, di potervi orientare fra i numerosi modelli ed i materiali in cui sono stati costruiti.

Per esempio, per favorire una corretta postura, sarebbe poco opportuno scegliere un materasso eccessivamente duro o eccessivamente soffice. Se l’acquirente avesse un peso un po’ superiore alla media, dovrebbe invece optare per uno ad alta portanza e con una struttura ben rinforzata.
In generale sarebbe appropriato che il materasso offrisse un supporto differenziato per le varie parti del corpo: ne esistono che si modellano sul corpo in modo automatico (come quelli in memory foam ad esempio), altri offrono sostegno differenziato “a zone”, altri ancora offrono addirittura effetti massaggianti.
Se poi volete prolungare un po’ la vita del vostro materasso potete seguire alcune piccole indicazioni che vi aiuteranno a mantenerne salute, solidità ed igiene nel tempo.

Per favorire l’areazione ed aiutare l’umidità ad evaporare, è consigliabile lasciare il letto scoperto per qualche tempo prima di rifarlo. Se la stagione ed il clima lo consente è utile anche areare la stanza. Inoltre l’assenza di pesi sul materasso (incluso quello delle coperte seppure leggero) favorisce il recupero dell’assetto dopo una notte di riposo. Questa pratica pare che faccia anche diminuire la moltiplicazione degli acari in relazione al tempo di areazione.

Per fornire una protezione aggiuntiva al materasso, oltre le lenzuola, potete applicare una fodera protettiva. Questa tratterrà una parte delle impurità ed aiuterà a mantenerlo più pulito. Naturalmente il copri materasso andrà cambiato con frequenza altrimenti si perderà lo scopo di tale pratica.

Ogni Quanto tempo cambiare il Materasso

Nel caso abbiate altri dubbi o domande restiamo a disposizione, nel frattempo vi auguriamo un buon riposo!

 

Ogni Quanto tempo va cambiato il Materasso? ultima modifica: 2015-09-16T01:23:51+02:00 da Redazione ogniquanto.it